Le metodiche diagnostiche sono rappresentate soprattutto da quelle che consentono il prelievo di cellule o di tessuto mediante l’ausilio degli ultrasuoni che consentono una maggiore precisione.
Come già accennato il prelievo può essere citologico, ovvero di cellule, eseguito con aghi non trancianti di piccolo calibro, oppure istologico, mediante aghi trancianti, di piccolo o grosso calibro.
Si ricorre alla puntura di una massa sotto guida ecografica quando se ne vuole stabilire la natura (tumore, infiammazione) o quando in caso di neoplasia si voglia stabilire se sia primitivo o metastasi
Trattandosi di una manovra poco invasiva può essere effettuata in regime di day – hospital, avendo cura preventivamente di avere valutato l’assetto emocoagulativo del paziente (emocromo, PT, PTT). Importante è poi sapere se il paziente assume farmaci che interferiscono con la coagulazione.
Una volta aspirato, il materiale dovrà essere opportunamente strisciato su vetrino e fissato per essere poi inviato al servizio di anatomia patologica dove sarà quindi colorato e letto da personale medico specializzato.
Le controindicazioni alla biopsia possono essere assolute ( diatesi emorragica; rischio di puntura di grossi vasi e nervi) e relative (rischio di puntura di angiomi per sanguinamento o di alcuni tumori come il feocromocitoma per la possibilità di rilascio in circolo di sostanze dannose)
Possibile e temibile complicanza della biopsia è ovviamente il sanguinamento. Raramente la morte
Oltre a queste due metodiche con l’impiego degli ultrasuoni è possibile aspirare liquidi per analizzarli da raccolte come ascessi